Giuseppe Zanon, cantore della natura

Nella produzione complessiva di Zanon i dipinti di paesaggio con la raffigurazione della fauna locale rivestono un ruolo di grande rilievo. Ad essi vanno affiancati i paesaggi con scene di vita, gli scorci di paese, le nature morte, i ritratti e le figure.
L’ambiente naturale dei nostri boschi è riprodotto e indagato con fine maestria, che testimonia la grande passione del pittore per la natura. Una natura apprezzata e contemplata per la sua bellezza e per le sue capacità evocative. La natura è vissuta come musa ispiratrice di forme e sentimenti che vengono letti e interpretati con una pennellata nel tempo sempre più decisa.

Nelle opere di Zanon la natura è rappresentata nella sua grandiosità con una liricità raffinata e una giocosità di atmosfere.
Il risultato è sintomatico della sua volontà di esplorarla come luogo principe dell’umana esistenza. Da questo atteggiamento nei confronti della natura che incanta, deriva la poeticità e musicalità delle sue opere. Il messaggio che si può percepire è quello di un’entità suprema che eleva lo spirito umano e lo avvicina alle forme più alte di religiosità.

Egli usa la tecnica pittorica della tempera per rappresentare i temi della montagna e i suoi elementi costitutivi. Le sue opere fanno trasparire la sua acutezza di osservatore e amante della natura in tutti i suoi aspetti ed elementi.

La sua arte viene dall’anima e si traduce in una ricerca della perfezione che indaga con meticolosità certosina i rapporti forma-luce-colore.
La luce è analizzata, ricostruita ed indagata con il massimo oggettivismo rappresentativo. La luce, per irradiazione, si diffonde nello spazio della composizione accentuando la poeticità delle immagini e mettendo in risalto i dettagli. L’unità compositiva dei paesaggi è affidata soprattutto a questa luminosità atmosferica. Particolari bagliori, luci diffuse, ombre e riflessi, in un’alternanza sapiente, si riscontrano soprattutto nei dipinti rappresentanti gli uccelli del sottobosco.

Nell’uso del colore è evidente l’influenza dei macchiaioli e dei divisionisti. Il colore è dato in chiazze brillanti che creano un sapiente equilibrio cromatico indirizzato ad un forte naturalismo. I paesaggi sono ampi e luminosi e bagnati da una calda luce. Le stagioni riprodotte con fedeltà di colori e particolari hanno la capacità di mobilitare i vari sensi.

Il paesaggio viene indagato nella sua architettura naturale: un sapiente lavoro di forme giustapposte che rivelano e testimoniano la profonda conoscenza dell’artista del contesto naturale che lui tanto ama.

Nella produzione del nostro artista degne di nota sono le opere raffiguranti le nature morte. Di particolare rilevanza quelle rappresentanti animali selvatici.
Come nelle opere di paesaggio anche nelle nature morte la precisione della composizione è data dal rapporto armonico fra colori, luci e forme.
La luce, realizzata con scioltezza di tocco, riesce a donare alle composizioni una leggerezza particolare. Regala agli elementi costitutivi un vivace movimento. Le forme risultano precise e gli elementi disposti con grande senso dell’equilibrio riflettono i principi basilari dell’armonia.
Le composizioni sono illuminate dalla luce che sa cogliere i riflessi sui vetri, sugli oggetti, creando ombre che fanno risaltare anche i minimi dettagli, facendo prendere consistenza quasi fisica agli oggetti raffigurati.
Il suo repertorio è fatto di selvaggina morta, fiori di campo o di bosco, verdura di vario genere raffigurata in interni talora luminosi, talora più bui.

Di particolare pregio sono le opere di notevoli dimensioni raffiguranti scene di vita familiare che lasciano trasparire un’umanità quotidiana semplice e paesana.
La veste cromatica è ricca e vivace, adeguata ad una rappresentazione di una realtà nei suoi aspetti più comuni e umili.

Francesca e Giacomo Guadagnini

Predazzo, 26 luglio 2008.

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