La scoperta del pittore della natura trentina

«Ha saputo interpretare con maestria nei suoi dipinti, eseguiti con la tecnica della tempera, soggetti di vario tipo, mirando ad una continua ricerca formale, basata sull’armonia delle forme e dei rapporti cromatici. La sua arte viene dall’anima. La bellezza delle sue opere fa trasparire una continua ricerca della perfezione, legata ad una osservazione attenta e ad una profonda conoscenza della natura».

Così, domenica nel tardo pomeriggio, nella sala bavarese del teatro comunale di Tesero, il professor Giacomo Guadagnini di Predazzo ha inquadrato, con sintetica precisione, l’opera straordinaria di Bepi Zanon , pittore autodidatta di Tesero, illustratore della natura, un vero e proprio talento, nato nel 1926, scomparso il 6 ottobre del 2006 e che ha lasciato al suo paese, ma non solo, una straordinaria eredità artistica.

Fin da bambino un acutissimo spirito di osservazione, specialmente nei confronti di tutto ciò che riguardava la natura, i boschi, i campi, la montagna, gli animali. Quando si fermava ad osservare, rimaneva talmente concentrato da risultare quasi indifferente a tutto ciò che gli succedeva intorno, al punto che i suoi compaesani lo avevano definito «l’encucà».

Nel suo ricordo è stata costituita, all’inizio del 2008, l’«Associazione Bepi Zanon», che ha dato alle stampe una apposita pubblicazione, dal titolo «Bepi Zanon, il pittore della natura».

Mario Felicetti
(Articolo tratto dal quotidiano L’Adige 13 dicembre 2009)

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